Giunta al termine la stagione regolare di Serie D è tempo di bilanci. Fisiologici, necessari, utili forse. In attesa dell’extra time, dove playoff e playoff definiranno graduatorie per ripescaggi e blocco delle retrocessioni, la fotografia comunque appare già nitida: Savoia campione, Reggina grande delusa, Sambiase e Vigor Lamezia con il segno più. Ancora qualche giorno per capire quale sarà il destino della Vibonese, nel quadro di una crisi societaria tutta da risolvere. E poi Nissa, Athletic Palermo, Gela, Castrumfavara: ciascuna compagine ha detto qualcosa durante il campionato. Vale la pena fare il punto.
Qui il pagellone del girone di andata per le calabresi
Savoia 9
Campioni per compattezza, perseveranza, qualità applicata ad un’idea. Con un pezzo di Calabria incastonato nel cuore del progetto: il direttore sportivo Antonio Mazzei e l’attaccante Francesco Umbaca. La squadra di Torre Annunziata torna tra i professionisti e lo fa con merito, emergendo dalle sabbie mobili di una lotta per il titolo vissuta nel segno dell’equilibrio.
Nissa 7
Alla fine Caltanissetta può applaudire la sua squadra. Secondo posto e appena due punti dalla vetta. Peccato, perché gli investimenti in estate erano stati importanti e perché il gruppo allenato da mister Francesco De Gaetano si è dimostrato all’altezza della sfida. Vincere non era un obbligo, ma l’obiettivo era alla portata.
Reggina 5,5
Per un progetto costruito con l’unico obiettivo di tornare nel professionismo un terzo posto in classifica non può bastare. Gli amaranto, lungo una stagione travagliata, hanno fatto vedere cose buonissime e cose bruttissime. Male l’avvio, super il girone di ritorno. Sul campo tanti passi falsi, così come fuori dal rettangolo verde: le uscite controverse della società, tra sfoghi e passi indietro ventilati. Ora i playoff e l’attesa per il filone d’indagine della giustizia sportiva. Vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane.
Gelbison 8
Nonostante un avvio non brillantissimo, i campani blindano un quarto posto di prestigio e si confermano realtà squadra esperta per la categoria interregionale.
Athletic Palermo 8
Una delle sorprese più interessanti della stagione. Il piazzamento nell’alta classifica premia il lavoro di dirigenza, area tecnica e calciatori. E pensare che per questa matricola, ad un certo punto, si sono aperte le porte della vittoria finale. Tanta roba.
Igea Virtus 7,5
La lotta per i piani alti, poi la vetta, poi la penalizzazione di cinque punti e la caduta. I giallorossi, prima dello scossone proveniente dalla giustizia sportiva, sono rimasti saldamente nei primi posti della graduatoria ambendo concretamente al titolo. Voto positivo, spiace solo per la leggerezza commessa con il caso De Falco.
Sambiase 8
Confermarsi è sempre la missione più difficile. E invece il Sambiase di Tony Lio tira fuori idee e valori e ribadisce il ruolo da protagonista nel campionato di Serie D. Applausi.
Milazzo 8
Blocco solido, esperienza e personalità. Un gruppo coeso che brinda ad una stagione super.
Vigor Lamezia 8
Salvezza raggiunta con largo anticipo anche se con qualche patema di troppo. Il voto alto va spiegato: con la squadra a ridosso della griglia playout e buona parte della società dimissionaria, il tecnico Renato Mancini ha saputo reagire tenendo unito lo spogliatoio e costruendo vittorie fondamentali per il percorso, anche grazie alle prestazioni spettacolari del talento brasiliano Cosendey.
Gela 7,5
Tanti cambi in corsa, incertezze societarie, dubbi sul futuro. Eppure i siciliani certificano una salvezza più che convincente.
Castrumfavara 8
Mister Pietro Infantino non si smentisce. Ritorna sulla panchina degli agrigentini dopo un esonero temporaneo che però non giova al progetto. Poi la grande rincorsa e il timbro su una salvezza che sa di impresa sportiva.
Enna 6,5
Percorso lineare e traguardo tagliato sul gong. Si poteva fare un po' meglio? Forse. Ma va benissimo così.
Vibonese 5
Inizio da battistrada, poi la crisi societaria, quindi quella tecnica e l’inizio dell’involuzione. Dopo Esposito e Capodicasa, sulla panchina arriva mister Danilo Fanello per salvare categoria e blasone. L’impresa dovrà passare dall’esame playout. Di sicuro, però, il tecnico lametino ha già fatto un mezzo miracolo, entrando nella testa del gruppo e tenendo unito un progetto tecnico in liquefazione. Un appunto sulla dirigenza: tantissimi anni di gestione Caffo avevano tenuto i colori rossoblù lontani anni luce da difficoltà e situazioni complesse. Peccato che gli eredi non abbiamo saputo tenere fede a questa tradizione virtuosa.
Ragusa 6
Se la salvezza dovesse arrivare dai playout, allora per i siciliani la pagella dovrebbe prevedere mezzo punto in più. Al momento, termina la stagione regolare, la sufficienza appare eccessiva, ma comunque non peregrina.
Messina 7
C’è un prima e un dopo. C’è il girone d’andata, guidato dal tandem Romano – Martello, capace di cancellare a suon di risultati il meno quattordici in classifica. E c’è la crisi di dicembre, la caduta libera, i cambi in panchina. Essere arrivati a giocarsi la permanenza in categoria con le premesse di agosto è già tantissima roba. Peccato per le tante occasioni spresate negli ultimi mesi. Post scriptum: il Messina sarebbe attenzionato per presunte irregolarità. Vedremo quello che accadrà nel prossimo futuro.
Acireale 5
Stagione non all’altezza del blasone e delle aspettative. Il recente esonero di mister Ciccio Cozza conferma il percorso complicato dei siciliani in questa stagione.
Sancataldese 5
La salvezza non arriva. Troppe le lacune per il progetto verde-amaranto.
Paternò 4
Lacune societarie capaci di riverberarsi sul percorso tecnico. Fuori dai giochi con largo anticipo.

