LND, il nuovo logo racconta un calcio dilettantistico che cambia pelle
LND, il nuovo logo racconta un calcio dilettantistico che cambia pelle

 

Dal 1° luglio 2026 la Lega Nazionale Dilettanti avrà una nuova identità visiva.

Il nuovo logo, presentato nella cornice suggestiva delle Grotte di Castellana durante l’apertura della 62ª edizione del Torneo delle Regioni, non sostituirà soltanto un marchio, accompagnerà un modo diverso di raccontare il calcio di base.

Il progetto nato dalla collaborazione tra la LND e l’Università Europea del Design di Pescara grazie ad un percorso che partito nella stagione 2024/2025, sviluppato attraverso briefing, mappe concettuali, dispense, dodici proposte progettuali, selezioni intermedie, tre progetti finalisti e sedici tesi di studenti del corso triennale di design, ha portato a scegliere il lavoro di Mattia Vesprini.  Qui

Mattia ha pensato ad un marchio che potesse essere moderno, riconoscibile e soprattutto versatile.

Il vecchio scudo, con il blu istituzionale, l’arancio, il tricolore ed il pallone apparteneva a una stagione precisa della comunicazione sportiva, quella solida, tradizionale, formale.

Il nuovo logo nel conservare l’idea dello scudo, non abbandona il senso di appartenenza e protezione, ma lo alleggerisce.

La sigla LND diventa più forte, più immediata, più leggibile. Il tricolore resta, ma viene sintetizzato. Il pallone non scompare, ma viene trasformato in segno grafico essenziale. È un’identità che guarda meno alla carta intestata e più agli schermi, ai social, alle app, alle grafiche video, alle maglie, agli eventi, ai contenuti digitali.

Non è un cambiamento solo di facciata, questo il punto centrale.

Cambiare logo, per una realtà come la Lega Nazionale Dilettanti, significa provare a cambiare anche il modo in cui il movimento viene percepito. Il calcio dilettantistico non è più soltanto il campo di provincia, la distinta che ancora porta scritte amanuensi, il dirigente che apre il cancello e il pallone recuperato dietro la rete. È anche questo, ed è giusto che lo resti, ma la nuova grafica è comunicazione, formazione, impiantistica, sostenibilità, calcio femminile, eSport, responsabilità sociale, digitalizzazione, rapporto con i territori e con le nuove generazioni.

Il nuovo marchio, quindi, non cancella la storia ma prova a renderla più comunicabile. Perché oggi, una società dilettantistica vive dentro un ecosistema fatto di post, dirette, comunicati, piattaforme, sponsor, eventi e immagini. Un logo più pulito e modulare serve a parlare meglio questo linguaggio. La stessa possibilità di utilizzare una versione “scudata” e una versione “short” conferma che la LND ha voluto dotarsi di un’identità adatta a contesti diversi. Ufficialità istituzionale unita alla rapidità della comunicazione digitale sono oramai, quasi, imprescindibili.

Il logo, da solo, non risolve i problemi del calcio dilettantistico, è ovvio. Non sistema gli impianti, non alleggerisce gli adempimenti burocratici, non riempie le casse delle società, non restituisce pubblico agli stadi dove ci sono limitazioni. E’ un segnale che indica una direzione diversa, dice che anche il calcio di base ha diritto a presentarsi con un’immagine contemporanea, forte, ordinata, all’altezza del ruolo sociale che svolge.

La LND rappresenta migliaia di società, dirigenti, tecnici, calciatori, volontari e comunità. Dentro quel nuovo scudo non c’è solo un esercizio grafico, c’è una forma più attuale a un mondo che ogni domenica continua a tenere insieme paesi, quartieri, famiglie e generazioni.

Il nuovo logo non è dunque un semplice restyling. È un messaggio. Il calcio dilettantistico resta fedele alla propria anima, ma prova a raccontarsi con un linguaggio nuovo. Perché la tradizione, quando non vuole diventare nostalgia, deve avere il coraggio di cambiare volto senza perdere identità.