Ultimi 90 minuti: chat, cuori forti ed emozioni.
Ci siamo.
Il Girone B di Promozione calabrese arriva all’ultima curva con il motore a mille, il pubblico con la pressione alta e due squadre appaiate in vetta: Deliese e Gioiosa, entrambe capolista, entrambe padrone del proprio destino, costrette a vincere e poi, eventualmente, a guardarsi ancora una volta in faccia nello spareggio.
Da una parte il Gioiosa, impegnato sul campo del Bianco. Dall’altra la Deliese, chiamata alla battaglia contro l’Ardore. Due partite diverse, stesso identico peso specifico: quello di una stagione intera compressa in novanta minuti, più recupero, più ansia, più aggiornamenti in tribuna.
Sarà una domenica in cui nessuno guarderà soltanto la propria partita. Sugli spalti ci saranno occhi sul campo e orecchie altrove. Una punizione a Bianco farà tremare Delianuova, un calcio d’angolo ad Ardore farà sobbalzare Gioiosa. Ogni telefono diventerà una centrale operativa, ogni “quanto stanno?” saprà di pura adrenalina.
La Deliese sa che dovrà fare il proprio dovere senza farsi distrarre dal coro invisibile degli aggiornamenti. Il Gioiosa farà lo stesso, cercando di trasformare la pressione in benzina. Ma il calcio, si sa, è quel meraviglioso sport in cui tutti fanno i conti prima e poi arriva il pallone a smentire i filosofi del calcio ed i tifosi da bar.
Se vinceranno entrambe, niente abbracci definitivi, niente brindisi liberatorio: sarà spareggio. Una sorta di “finalissima non dichiarata”, il supplemento emotivo di un campionato che evidentemente non aveva ancora finito di divertirsi e vuole ancora regalare emozioni.
Intanto, domenica, il Girone B tratterrà il fiato. Biancorossi e amaranto correranno separati, ma legati dallo stesso filo. Due campi, una sola vetta. E novanta minuti in cui anche il più laico dei tifosi finirà per guardare il cielo, il cellulare e il direttore di gara. Non necessariamente in quest’ordine.

