Lo Scalea replica alle accuse di Giovinazzo "le cattiverie non ci appartengono"
Lo Scalea replica alle accuse di Giovinazzo "le cattiverie non ci appartengono"

 


Lo Scalea torna sui fatti di domenica con una replica sulle accuse definite "infamanti" dal tecnico Giovinazzo.
(Qui gli interventi di domenica di Giovinazzo e del Presidente Longobucco)

"In riferimento alle dichiarazioni rilasciate in maniera avventurata e che hanno distorto la realtà del clima che ha contrassegnato la partita di Eccellenza tra Scalea e Gallico Catona, come U.S.D. Scalea 1912 - si legge nella nota - intendiamo precisare gli eventi, al fine di fornire un quadro chiaro e confacente la realtà e per difendere l’immagine della nostra società che da sempre si è contraddistinta per lealtà sportiva, educazione, rispetto ed ospitalità"

"Partiamo dal presupposto che tali avvenimenti ci fanno capire come, purtroppo, nel 2019, ancora non sia ben radicata la cultura della sconfitta che dovrebbe essere la base per poter accedere ad un ruolo delicato, che ha una funzione sociale di grande impatto, come quello di dirigente sportivo. Crediamo che il ‘fuoco’ interiore che ha portato nello specifico il tecnico del Gallico Giovinazzoa gettare fango sulla nostra gloriosa società sia stata la sconfitta, forse inattesa." Scive la società del Presidente dimissionario Longobucco

"Ma nel calcio quello che avviene nel rettangolo di gioco, nel bene e nel male, va sempre accettato, perché siamo di fronte ad uno sport dove è bella la competizione, ma tale deve rimanere. Nello specifico, questo è quello successo domenica scorsa: pochi minuti prima dell’intervallo, tra il 40’ ed il 45’, i componenti la dirigenza del Gallico, comodamente sistemati in tribuna assieme al nostro pubblico (e questa cos’è se non accoglienza?), iniziavano ad indirizzare frasi ingiuriose nei confronti di un nostro tesserato, Attilio Angotti; atteggiamento reiterato che ha generato la reazione verbale di qualche tifoso che invitava a moderare i toni; purtroppo, però, nonostante la presenza di tanti giovani, i dirigenti continuavano ad adottare un linguaggio colorito e irriguardoso, ragion per cui si è reso necessario l’intervento della forza pubblica che ha invitato i suddetti dirigenti ad accomodarsi sul lato prato. Nel frattempo, chiuse le ostilità in campo, quando le due squadre rientravano negli spogliatoi, il presidente Longobucco, al fine di prevenire qualche disordine, invitava Giovinazzo a far rientrare la propria squadra nello spogliatoio così come stava prodigandosi a fare lui."

"Questi i fatti reali che si sono sviluppati come contorno di una sfida sostanzialmente corretta, con agonismo e qualche scontro, ma tutto nella norma. Fa male, invece, apprendere dalle fonti di informazioni sportive, notizie totalmente manipolate per offuscare il nome di una società che da sempre ha fatto del rispetto e dell’accoglienza un cavallo di battaglia. Siamo ospitali con tutti e anche domenica scorsa abbiamo dato il benvenuto come meglio non potevamo alla squadra del Gallico, cercando di soddisfare le esigenze avanzate. Come società siamo amareggiati perché il calcio deve essere veicolo di amicizia e non strumento di ripicche personali. Quando il tecnico del Gallico dice che siamo tornati indietro di 15 anni, replichiamo che lui in questo contesto che tanto critica avrebbe voluto allenare proponendosi anche l’estate scorsa. Che dire, i valori dello sport sono altri, le cattiverie non ci appartengono e andiamo avanti per la nostra strada son il sorriso e con la consapevolezza ogni domenica di avere la coscienza pulita sia per quanto dato sul campo sia per quanto fatto con gli avversari. Il resto sono solo chiacchiere da bar, offensive gratuite ed infamanti. Per noi la ‘ruota’ non gira. Perché la realtà è ben diversa da quello che qualche tesserato vorrebbe far credere anche per offuscare gli ottimi rapporti consolidatisi nel tempo con la società del Gallico Catona a cui auguriamo di cuore le migliori fortune calcistiche."